- Description: Italian journalist and writer Paolo Rumiz has turned travel into a narrative tool for exploring the identities, borders, and memories of Europe and the Mediterranean. His journeys, often undertaken by slow and marginal means – bicycle, local trains, vintage cars, ferries – focus on observation and listening to peripheral voices. From the post-Yugoslav Balkans to the Central European Danube, from Italian mountain ranges to the eastern borders of the European Union, Rumiz has crafted a personal geography grounded in encounter and storytelling
- Alias-Pseudonimo-Pseudonyme: -
- Nationality-Nazionalità-Nationalité: Italy, Italia, Italie
- Birth/death-Nascita/morte-Naissance/mort: 1947-
- Means of transport-Mezzo di trasporto-Moyen de transport: Various, Diversi, Différents
- Geographical description-Riferimento geografico-Référence géographique: Europe, Europa
- Internet: https://en.wikipedia.org/wiki/Paolo_Rumiz
- Wikidata: https://www.wikidata.org/wiki/Q1236933
- Additional references-Riferimenti complementari-Références complémentaires: Rumiz, P. (2002) Tre uomini in bicicletta. Milano: Feltrinelli.
Ciascuno ha le sue spiegazioni per la malattia insana dell'andar su ruote, perché infinite sono le esperienze alternative che la bici riesce a sintetizzare. C'é il viaggio come leggerezza, come nomadismo esistenziale ed eliminazione del superfluo, raccontato per esempio da Marco Aime nell'attraversamento del Sahel. Ci sono la lentezza e la memoria, descritte da Giulio Mozzi, scrittore padovano che ha percorso l'Italia a piedi. Ci sono la fuga e la solitudine negli elementi, come ha saputo dire quel lupo solitario che è lo skipper Paolo Rizzi dopo un naufragio in mezzo all'Atlantico. O il viaggio come introspezione, il pellegrinaggio talvolta penitenziale di Werner Herzog e Peter Handke.
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