A Roseau assisto allo spettacolo avvilente dei crocieristi che sbarcano. E non lo dico certo per l'invidia di non potermi permettermi una crociera del genere! Ogni giorno una o più navi cariche di turisti europei o nordamericani attraccano al porto della capitale di un'isola caraibica. Per evitare di saturare l'isola, i partecipanti alla crociera vengono fatti sbarcare secondo un rigoroso ordine in gruppi numerati.
Ogni gruppo dispone di un tempo limitato per l'escursione a terra. Si vede gente solitamente molto anziana e obesa, rigorosamente con pantaloncini corti, gambe bianchissime, sandali preferibilmente con calzino, cappellino con visiera, un paio di macchine fotografiche o/o una videocamera a tracolla. Sul viso l'espressione da zombi. Purtroppo dopo essere sbarcati già in cinque o sei luoghi simili hanno l'aria smarrita non sapendo neanche più loro dove si trovino questa volta. Entrano come degli automi nei negozi di souvenir dove comperano qualche decina di magliette con stampato il nome dell'isola che pensano di regalare agli amici facendo loro una gradita sorpresa e altre cazzate con le quali riempiranno varie borse che non riesco a capire dove riusciranno a sistemare nelle loro cabine a bordo della nave.
Ogni tanto si nota anche qualche coppietta molto giovane ancora più smarrita. Pensavano di farsi una crociera, come raccontava lo spot pubblicitario, con serate danzanti in mezzo a giovani spensierati ed eventualmente qualche attore o personaggio sportivo VIP, ma si ritrovano in mezzo a persone di una quarantina di anni più anziani di loro che vanno a letto alle nove.
Si sente lei che dice a lui: "La prossima volta però andiamo in quel villaggio turistico dove la mia amica si è divertita tanto...".
Lui invece sta pensando al sistema per andare di nascosto a Cuba, della quale alcuni amici single gli hanno raccontato meraviglie...

Rucco, Dario. Da capo a capo dalla Terra del Fuoco in Alaska in autobus. Milano: Greco&Greco, 2005.


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