Stevenson Robert Louis, Travel

Travel
I should like to rise and go
Where the golden apples grow;-
Where below another sky
Parrot islands anchored lie,
And, watched by cockatoos and goats,
Lonely Crusoes building boats;-
Where in sunshine reaching out
Eastern cities, miles about,
Are with mosque and minaret
Among sandy gardens set,
And the rich goods from near and far
Hang for sale in the bazaar;-
Where the Great Wall round China goes,
And on one side the desert blows,
And with bell and voice and drum,
Cities on the other hum;-
Where are forests, hot as fire,
Wide as England, tall as a spire,
Full of apes and cocoa-nuts
And the negro hunter’s huts;-
Where the knotty crocodile
Lies and blinks in the Nile,
And the red flamingo flies
Hunting fish before his eyes;-
Where in jungles, near and far,
Man-devouring tigers are,
Lying close and giving ear
Lest the hunt be drawing near,
Or a comer-by be seen
Swinging in a palanquin;-
Where among the desert sands
Some deserted city stands,
All its children, sweep and prince,
Grown to manhood ages since,
Not a foot in street or house,
Not a stir of child or mouse,
And when kindly falls the night,
In all the town no spark of light.
There I’ll come when I’m a man
With a camel caravan
Light a fire in the gloom
Of some dusty dining-room;
See the pictures on the walls,
Heroes, fights, and festivals
And in a comer find the toys
Of the old Egyptian boys.


Viaggio
Vorrei andare alle Terre del Moro
dove nascono le mele d’oro,
e sotto cieli azzurri e soli gialli
ondeggia l'isola dei pappagalli,
e Robinson Crusoe fa le barchette
coi cacatoa e con le caprette,
e sotto un sole caldo, abbacinante,
città orientali, in un luogo distante
sorgono tra le sabbie e nei segreti
delle moschee, degli alti minareti,
e ricche merci straniere e locali
vendono nei bazar genti orientali,
dove la Gran Muraglia cinge la Cina,
da una parte il deserto preme e confina,
dall'altra cimbali, voci e tamburi
nelle città fan risuonare i muri.
E poi torride foreste infuocate
più vaste del Galles e alte esagerate,
e palme di cocco con le scimmie a nanna
mentre il negro dorme nella capanna,
e il coccodrillo dalla ruvida crosta
sonnecchia nel Nilo e intanto si apposta,
e il rosso fenicottero vola ben raso
prendendo i pesci che gli vengono a naso,
e nella giungla, vicine e lontane,
nascoste e in ascolto nelle umide tane
tigri con molti uomini sulla coscienza
stanno in agguato alla pura presenza
del cacciatore o del buon cittadino
che avanza ignaro sul suo palanchino.
Lì, tra le sabbie del deserto assolate
sorgono antiche città abbandonate.
E tutti i bambini, pezzenti e sovrani,
divennero adulti in tempi lontani.
Non l'eco di un passo, nessuno in cammino,
il grido di un topo, un uccello, un bambino,
e quando la notte dolcissima scende
non un barlume di luce l’accende.
Da grande ci andrò, ne sono certo,
in groppa a un cammello nel deserto,
accenderò un fuoco nel buio tenebroso
di un antico salone polveroso,
e guarderò le pitture sui muri,
feste, battaglie, eroi forti e puri,
e troverò in un angolo un po' fuori mano
gli antichi giochi di un bambino egiziano.

Stevenson, Robert Louis. Il mio letto è una nave. Feltrinelli Editore, 2010.


Rest not
Life is sweeping by
go and dare before you die.
Something mighty and sublime,
leave behind to conquer time.

Johann Wolfgang von Goethe

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