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Letteratura di viaggio: una selezione

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La narrativa di viaggio propone opere degne di essere lette e rilette. Qui di seguito riportiamo un elenco non esaustivo di pubblicazioni di diversa natura ma sempre incentrate sul tema del viaggio e del turismo.

 

AAVV. Americhe: le strade del sogno. Milano: Mondadori, 2008

Tradotto dall’edizione originale tedesca, il libro è una sorta di catalogo utile per chi volesse cimentarsi con un viaggio oltreoceano o per chi volesse rivivere viaggi consumati nelle Americhe. In questo senso non si presta ad una lettura lineare, essendo l’impostazione dei testi legata alle tappe di ogni singolo itinerario. Le immagini (1200) sono di buona qualità, anche se alcune sono poco valorizzate dalla dimensione limitata e dal sovraccarico di informazioni (testi, cartine, incisi,..). Infine, il volume e il peso della pubblicazione non la rendono particolarmente pratica in caso di viaggio. Il libro illustra e descrive 22 itinerari che vanno dall’Alaska alla Terra del Fuoco e ai ghiacciai artici. Uno straordinario continente che, delimitato a nord e a sud da distese di neve e ghiaccio, offre al viaggiatore la più diversa combinazione di ambienti naturali e urbani. Il volume, articolato in ventidue capitoli che rappresentano altrettanti possibili itinerari, attraverso racconti, immagini e carte accompagna il lettore dalle terre del "grande Nord" ai laghi eterni, alla Sierra al selvaggio West, tra canyon e strade che ancora sanno di soldati e carovane. Da una costa all'altra, sulla mitica Route 66, nel cuore delle metropoli o al riparo di parchi naturali, ovunque è forte il segno dell'uomo quanto quello della natura. Più a sud sono le civiltà monumentali che ci vengono incontro, la lunga "ceretera", che dalla Columbia ci porta fino in Cile e poi la pampa, le terre dei gringo, le immense foreste, le spiagge cantate dai poeti, gli arcipelaghi, perché questa è l'America. Il volume, con oltre 1200 fotografie realizzate dai grandi artisti dell'immagine e un atlante cartografico sarà il compagno ideale per chi vuole scoprire paesi sconosciuti e, attraverso un testo capace di coinvolgere il lettore, offrire atmosfere, profumi, sensazioni, emozioni e sogni sulle terre d'America.

Alberto di Stefano. Il giro del mondo in barcastop. Milano: Feltrinelli, 2007

Varcata da poco la soglia dei trent'anni, con un solido lavoro nella finanza milanese, Alberto Di Stefano decide di lasciare tutto e di partire per il giro del modo in barca a vela. Sogno di per sé non originale e sempre più frequente che si trasforma però in un vero e proprio nuovo modo di viaggiare. Il libro è il resoconto di un anno di viaggio all'insegna dell'improvvisazione, viaggio che, solo guardando indietro, si presta a essere strutturato in regole. Da una parte narrazione di viaggi e incontri, dall'altra manuale su come fare per costruirsi un'esperienza di barcastop minimizzando i rischi e sfruttando appieno i benefici.

Aldo Arrighi. A Capo Nord: un anno in bicicletta lungo i mari d’Europa. Portogruaro: Ediciclo, 2004

Licenziarsi. Una liberazione o una follia? Una liberazione per Carla e Aldo che mollano tutto e partono, insieme e in bicicletta, per un viaggio lungo un anno. Ventiquattromila chilometri lungo le coste d'Europa; dall'Adriatico al Tirreno, dal Mediterraneo, all'Oceano Atlantico, fino alla Manica e al Baltico. Meta finale, Capo Nord, a segnare il giro di boa per il rientro a casa. Un anno a pedinare costantemente il mare, sospesi in un tempo che sfugge agli schemi quotidiani del vivere, per recuperare i naturali ritmi interiori.

Aldo Maroso, Alberto Fiorin. Strade d'oriente: in bicicletta da Venezia a Pechino. Ediciclo Editore, 2003 - 336 pagine

Dieci uomini, un sogno: ripercorrere in bicicletta la via della seta. Un mezzo "lento" come quei cammelli, la bicicletta, che consente di stabilire un rapporto stretto ed intenso con l'ambiente e con la gente. 96 giorni e 12.000 chilometri per raggiungere Piazza Tienanmen, valicando le frontiere di dodici stati e toccando città come Belgrado, Sofia, Istanbul, Tbilisi, Asgabat, Samarcanda, Almaty, Turpan, Xi'an. Un messaggio da proporre con umiltà alla gente incontrata: quello dell'amicizia, della solidarietà. Ecco gli ingredienti di una grande avventura, avventura di pace, di conoscenza, di sport.

Apsley Cherry-Garrard. Il peggior viaggio del mondo: la spedizione antartica di Scott nella straordinaria testimonianza di un sopravvissuto. Milano: Rizzoli, 2004

La storia del tentativo dell'inglese Robert F. Scott di raggiungere per primo il Polo Sud. Il 17 gennaio 1912, Scott giunse alla meta, ma con un ritardo di 33 giorni sul norvegese Roald Amundsen e trovò la morte sulla via del ritorno. Cherry-Garrard era uno dei membri della spedizione di soccorso che recuperò i corpi congelati di Scott e dei tre compagni che avevano condiviso il suo destino; in precedenza, con due di loro aveva compiuto una folle deviazione nel buio dell'inverno antartico, a sessanta gradi sotto zero, per studiare i pinguini imperatore. Il suo resoconto, arricchito da notazioni naturalistiche, pagine di diario e testimonianze degli altri partecipanti, restituisce intatto il pathos dell'avventura estrema.

Beppe Severgnini. Italiani con valigia: il Belpaese in viaggio. Milano: Rizzoli, 1993

Quando prendiamo una valigia e partiamo, ci portiamo dietro le nostre qualità e le nostre squisite leggerezze. Se in Italia ci diamo un contegno, varcata la frontiera viene fuori di tutto: l’incoscienza e la generosità, l’intuito e il pressappochismo, la rustica astuzia che porta al furto sistematico dei bottiglini di shampoo dalle stanze d’albergo. Severgnini racconta anche i suoi viaggi in cinque continenti. Con salutare autoironia, ci accompagna lungo la ferrovia Transiberiana, su aerei cinesi, auto americane, taxi sudafricani. Ci guida attraverso ventun città del mondo, visitate nel corso di quindici anni (da Atlanta a Zagabria, passando per Dublino, Berlino e Pechino). Rientrato in patria, esplora la costa da Trieste a Ventimiglia. Poi, guidato dai lettori, indaga la provincia italiana.

Beppe Severgnini. Manuale dell’imperfetto viaggiatore. Milano: Rizzoli, 2000

È proprio così, a Severgnini i viaggiatori interessano davvero: li segue, li osserva, li descrive in modo esilarante, senza però giudicarli o condannarli. «Eravamo turisti. Siamo diventati viaggiatori. Imperfetti, ma viaggiatori» sostiene l’autore. Siamo curiosi, rumorosi, avventurosi, frettolosi, generosi. Leggiamo poco e compriamo troppo. Siamo complessivamente onesti, e giustamente diffidenti. Siamo tolleranti. Mentre gli stranieri che visitano l’Italia si innervosiscono quando s’imbattono in altri stranieri, noi italiani, incontrando altri italiani, festeggiamo l’avvenimento, manifestando un orgoglio nazionale che in patria teniamo ben nascosto. Se vi riconoscerete in queste pagine, vi raccomandiamo di essere indulgenti. Con voi stessi e con l’autore, che ricorda: «Se ho saputo descrivere la commedia umana che circonda i nostri viaggi, il motivo è uno solo: tra gli attori ci sono anch’io, e di solito mi diverto come un matto».

Beppe Severgnini. Un italiano in America. Milano: Rizzoli, 1995

È vero che gli americani impazziscono per il ghiaccio, pretendono le mance facoltative, praticano la religione dello sconto e il culto delle poltrone reclinabili? Beppe Severgnini ci porta in viaggio negli Usa tra domande (perché non abbassano l’aria condizionata?) e risposte (perché gli piace così), descrivendo le molte sorprese della vita quotidiana, perché l’America vera si scopre solo attraverso i dettagli: le scaramucce con un idraulico di nome Marx; la terribile potenza dei telefoni e dei bambini, veri padroni del paese; le fallimentari escursioni nello shopping elettronico e le battaglie per (non) ottenere una carta di credito. Ironico, intelligente e divertente, Un italiano in America “è frutto di una lunga inesperienza”, perché, ammettiamolo, crediamo di sapere tutto ma in realtà siamo impreparati. Allora pronti a cominciare?

Bernard Ollivier. La lunga marcia. Milano: Feltrinelli Traveller, 2002-2005

Giornalista in pensione, vedovo e solo, Bernard Ollivier ha deciso di realizzare il suo sogno: una lunga passeggiata a piedi che da Istanbul lo porti fino a Xian, lungo la Via della Seta. Conta di portare a termine questo incredibile percorso in quattro anni. "La lunga marcia" è il resoconto della prima parte della sua eccentrica aventura. Viaggiatore indifeso e volutamente non attrezzato, Ollivier offre ai suoi lettori un punto di vista inedito: una filosofia del procedere in lentezza e solitudine, un invito alla ricerca di se stessi e all'incontro con culture diverse e lontane.

Bill Bryson. America perduta: in viaggio attraverso gli U.S.A. Milano: Feltrinelli Traveller, 1993

La storia di un viaggio nell'altra America, quella delle piccole città in cui la vita è rimasta ferma agli anni Cinquanta, il racconto dolce e amaro di un americano che, dopo aver vissuto dieci anni in Inghilterra, ha voluto realizzare un viaggio di scoperta, tornando nei luoghi magici della sua fanciullezza. Bryson è tornato a casa, con la vecchia Chevrolet della madre ha coperto un percorso di 22.500 chilometri, attraverso 38 stati, viaggiando quasi sempre su strade secondarie, da una cittadina all'altra. Ha così visto quasi tutto ciò che aveva previsto e moltissimo di ciò che non aveva programmato.

Bill Bryson. Diario africano. Parma: U. Guanda, 2003

Dell'Africa Bill Bryson sapeva ben poco. Almeno fino al settembre del 2002, quando il 'travel writer più letto al mondo' accetta un invito da un'organizzazione umanitaria e decide di intraprendere un viaggio attraverso il Kenya. Il risultato è questo Diario africano che raccoglie le impressioni, le inevitabili disavventure, gli incontri con ogni possibile essere vivente: dagli studenti di una scuola kenyota ai serpenti velenosi. Con la curiosità e la sensibilità del grande viaggiatore, Bryson attraversa un paese ricco di storia e tradizioni, in bilico tra passato e modernità, decimato dall'Aids e dalla povertà.

Bill Bryson. In un paese bruciato dal sole. Parma: Guanda, 2000

Armato di taccuino e di una dose inesauribile di entusiasmo, Bryson ha attraversato in treno l'interno desertico dell'Australia, da Sydney a Perth, lungo la leggendaria Indian Pacific, la linea ferroviaria più lunga del pianeta. Un libro che è insieme reportage, racconto, romanzo e guida turistica.

Bill Bryson. Notizie da un’isoletta: viaggio in Gran Bretagna. TEA, 2006 - 320 pagine

Dopo quasi vent'anni passati in Gran Bretagna, Bill Bryson, americano di nascita, decide che è ora di tornare a casa nell'Iowa.

Bill Bryson. Una città o l'altra. Milano: TEA, 2006

Sopravvissuto agli automobilisti omicidi di Parigi, attento a non ordinare un piatto di trippa e bulbi oculari in un ristorante di Aquisgrana, colto da un attacco feroce di shopping nei sex shop della trasgressiva Reeperbahn, ad Amburgo, travolto dai rumori e dagli odori «esotici» di Istanbul, Bill Bryson, in un esilarante tour di quattro mesi, attraversa il Vecchio Continente con uno zaino sulle spalle, il suo taccuino in mano e il suo inconfondibile senso dell’umorismo.

Bill Bryson. Una passeggiata nei boschi. Parma: U. Guanda, 2000

Senza la minima conoscenza delle norme elementari di sopravvivenza nella natura selvaggia, Bill Bryson e l'amico Stephen decidono di percorrere a piedi il lunghissimo Appalachian Trell, 3400 chilometri attraverso quattordici stati americani. Il libro è il racconto ironico e divertito di questo tentativo e del suo fallimento.

Bruce Chatwin. In Patagonia. Milano: Adelphi, 1999

Dopo l'ultima guerra, alcuni ragazzi inglesi, fra cui l'autore di questo libro, chini sulle carte geografiche, cercavano il luogo giusto per sfuggire alla prossima distruzione nucleare. Scelsero la Patagonia. E proprio in Patagonia si sarebbe spinto Bruce Chatwin, non già per salvarsi da una catastrofe, ma sulle tracce di un mostro preistorico e di un parente navigatore.

Claude Marthaler. Il canto delle ruote: 7 anni in bicicletta intorno al mondo. Ediciclo editore, 2008 - 320 pagine

Claude Marthaler non ha più una casa dove tornare, vive sulla sua bicicletta e attraversa i continenti facendo del viaggio il suo stile di vita quotidiano. Non sceglie strade facili, si mescola alla gente che incontra, trasforma gli anni che passano in avventura, filosofia, ricerca continua di se stesso e del mondo. Dalie Ande a! Tibet, dalla Siberia all'Africa, dall'India alla Cina, dall'Europa all'Alaska fino ai 6000 metri del campo base dell'Himalaya; il suo infinito andare in bicicletta, il suo talento per la scrittura e la fotografia rendono Claude Marthaler un caso unico nel panorama dei grandi viaggiatori. "Il mio viaggio è forse semplicemente un parto folle, felice e simbolico, il più grande tour che un bambino possa sognare."

Colin Thubron. In siberia. Milano: Ponte alle Grazie, 2000

Un viaggio lungo 25.000 chilometri, risalendo il fiume Jenissei fino all'Artico, attraverso la Mongolia e poi a est verso il Pacifico.

Dario Rucco. Da capo a capo: dalla Terra del Fuoco in Alaska in autobus. Milano: Greco&Greco, 2005

Agosto 2002, accendo il televisore, in onda c'è una puntata di Overland, la spedizione italiana che utilizzando camion attraversa i cinque continenti. Ricomincio a fantasticare e decido di partire... queste le condizioni per poter effettuare "il Viaggio": Durata prevista: 6 mesi; Partenza: dicembre 2002 dalla Terra del Fuoco. Arrivo previsto: qualche giorno prima della fine di maggio in Alaska, da dove prenderò un aereo per tornare in Italia, non prima però di aver fatto scalo il 31 maggio 2003 in Islanda per osservare un eclisse anulare di sole. Regola fondamentale e non modificabile: il viaggio andrà condotto per quanto più possibile via terra e via mare, usando esclusivamente mezzi di trasporto pubblici.

David Le Breton. Il mondo a piedi: elogio della marcia. Milano: Feltrinelli Traveller, 2003

Godimento del tempo e dei luoghi, il camminare è uno scarto rispetto alla modernità. Viaggiare a piedi è un gesto trasgressivo, una potente affermazione di libertà. E' un avanzare in modo trasversale nel ritmo frenetico della vita moderna, consente di prendere le distanze e affilare e sensi. Con la piacevolezza di un racconto, "Il mondo a piedi" propone un modo nuovo di viaggiare, mette in relazione il punto di vista di personaggi storici quali Stevenson, Sansot e Basho, ponendoli attorno a un tavolo immagnario a scambiarsi opinioni sul senso del percorrere il mondo e la vita a piedi. Un libro originale, una breve, piacevole dissertazione che induce a consideare un aspetto ormai insolito del viaggio.

Duccio Canestrini. Turistario, Luoghi comuni dei nuovi barbari. Milano: Baldini & Castoldi, 1993

Da Abbronzatura a Zanzibar (passando per Cancunizzare, Homo kodachromo e Tropical chic) un dizionarietto antropologico sul nuovo gergo internazionale dei globetrotters. Già, l'antropologo ha scoperto i modi di dire e di "viaggiarsi addosso" di una nuova tribù. Ma chi sono questi facoltosi vandali che sfregiano indifferentemente i baobab e i Caravaggio con le loro firme? Chi sono questi ardimentosi che espongono la cute al sole dei tropici, in spregio a ogni buon senso? Chi sono questi Garibaldi che dichiarano "Ho fatto il Kenya e la Thailandia?", come se davvero quei Paesi li avessero fatti loro? Chi sono queste anime erranti, questi forzati costretti a scaraventarsi tutti gli anni con la macchina fotografica ai quattro angoli del mondo, senza sapere perché? Sono i turisti. Cioè i nuovi barbari. Cioè noi. Inutile tentare di tirarsene fuori: ci siamo dentro tutti. Noi che facciamo finta di credere ai "paradisi esclusivi" dei dépliants, che inseguiamo il mito dell'atollo incontaminato e della Cuccagna, noi che abbiamo sempre fretta di andare e di comprare, anche in vacanza. E poi, al ritorno, di raccontare le nostre Odissee ai vicini di casa. Turistario è un manuale di touristwatching. Una specie di guida turistica onnivalente, da portare a Tahiti come a Roma. Perché aiuta a riconoscere i luoghi comuni, più della psicologia turistica che della geografia, per evitarli. Oltre che contribuire alla consapevolezza di quanto faccia male all'amicizia l'ennesima serata di diapositive sulle Maldive.

Federica Frediani, Ricciarda Ricorda, Luisa Rossi. Spazi segni parole. Percorsi di viaggiatrici italiane. Franco Angeli, 2012

Tutti conoscono le grandi viaggiatrici inglesi e francesi diventate simbolo di un'emancipazione precoce ed eccentrica, di uno sguardo a volte inedito, a volte prevedibile, ma sempre interessante su realtà prima confinate in un racconto del mondo tutto maschile. Meno nota, ma ugualmente interessante, fitta e complessa è la storia delle viaggiatrici italiane, donne che hanno deliberatamente intrapreso un'avventura spaziale e mentale tradizionalmente negata al loro sesso. Gli autori, soffermandosi sulle continuità e discontinuità tra Ottocento e Novecento, illuminano figure poco conosciute senza tralasciare di offrire nuove interpretazioni di viaggiatrici più note e studiate. Emergono così dall'ombra o riverberano di nuova luce profili e itinerari sorprendenti. Dalla ricerca dell'ispirazione artistica all'esplorazione scientifica, dal più lontano Oriente agli inospitali paesaggi dell'Africa delle nostre colonie fino all'America della modernità, le nostre viaggiatrici coprono non meno delle colleghe straniere tutte le varianti dell'odeporica. Il volume, dal forte impianto interdisciplinare, traccia un nuovo quadrante dell'altra mappa che le donne italiane hanno visto, scritto e descritto, uscendo a prendere la parola nei due secoli che hanno cominciato a ridargliela.

Francesco Gusmeri. Prendo la bici e vado in Australia. Da Brescia a Melbourne alla ricerca della felicità. Ediciclo, 2011

Un "viaggio della vita" sognato per quasi cinque anni; un'idea che non è rimasta sulla carta ma si è concretizzata in un lungo balzo verso oriente di quasi 30.000 chilometri. Sarà il viaggiare in sé e non raggiungere la meta, Melbourne, a dare sollievo a Francesco Gusmeri, giovane cicloviaggiatore in cerca di una serenità che solo la strada potrà regalargli. Insieme a lui saliremo in piedi sui pedali lottando contro le salite turche e la neve del Pamir, gesticoleremo tentando di farci capire da burbere o losche guardie di frontiera, supereremo i 7690 chilometri di strade cinesi passando dal deserto alla giungla tropicale, arriveremo infine in Australia dove accarezzeremo un'idea ancora più folle di quella di essere partiti: restare all'altro capo del mondo per non tornare più. La bicicletta ancora una volta si rivela così strumento di diserzione e conoscenza.

George Meegan. La grande camminata: dalla Patagonia all’Alaska in sette anni. Milano: Mursia, 2012Il resoconto della più lunga marcia ininterrotta di tutti i tempi compiuta dalla Patagonia all’Alaska in 2425 giorni, fra il 1977 e il 1984. Il protagonista è George Meegan, un inglese tenace e coraggioso, definito dai giornali britannici dell’epoca uno «svitato di professione». Una traversata epica ed estenuante lungo tutte le Americhe, un succedersi di climi e paesaggi, una carrellata di popoli, costumi, abitudini di ben 35 Stati diversi. Un’impresa storica portata a termine con solo l’ausilio di uno zaino e di un paio di scarpe da ginnastica e con il supporto di molta gente incontrata lungo il cammino. Un eroe che ha ispirato la celebre corsa cinematografica di Forrest Gump.

Giancarlo Corbellini, Alberto Pozzi. Pedalando lungo la Via della Seta: in bicicletta da Como a Pechino sulle orme di Marco Polo. Giussano (MI): Boffi Edizioni, 2005

Sei milioni di pedalate, 13.400 chilometri in 93 tappe della lunghezza media di circa 144 chilometri l'una, un dislivello totale in salita di ben 84.000 metri: sono questi i dati della ciclo-maratona che ha visto undici ciclisti partire da Como e raggiungere Pechino lungo l'itinerario della Via della Seta seguito da Mrco Polo alla fine del XIII secolo.

Giovanni Zilioli. Sotto i cieli del Tibet: in bicicletta da Lhasa a Kathmandu. Portogruaro: Ediciclo, 2006

Nell'autunno del 2005 sei amici partono dalla bassa e piatta pianura Padana per raggiungere Lhasa, capoluogo del Tibet. Qui inforcano le loro biciclette e cominciano a pedalare a un'altitudine di 4000/5000 metri giungendo a Kathmandu, in territorio nepalese. Raggiungere a pedali il Tetto del Mondo è per loro un’avventura estrema ma anche un percorso spirituale in grado di annientare le barriere razionali e di condurli nel terreno del sogno, e dell’immaginazione. Con una prosa asciutta, a tratti poetica, Giovanni Ziglioli ci porta alla scoperta dell'affascinante Paese delle Nevi. Le sue “riflessioni ad alta quota” spaziano dall’incontro con il millenario popolo tibetano, al contatto con una Natura dalla possente e vertiginosa bellezza, capace di risvegliare l’afflato spirituale assopito nei cuori occidentali.

Guillaume Prébois. Il mio Danubio: in bicicletta lungo il fiume d’Europa. Portogruaro: Ediciclo, 2004

Il Danubio, fiume dolce e maestoso, che sgorga nella Foresta Nera in Germania e attraversa il mondo suggestivo della Mitteleuropa accompagnando e definendo culture, popoli, musiche, lingue diverse. Guillaume Prébois ne ha seguito il corso, in bicicletta. Tremila chilometri dalla Germania alla Romania: otto paesi, caldo torrido, albe fresche, cieli stellati, malinconie, le facce antiche di chi lavora i campi e i millenari clichès culturali che si sgretolano sotto il peso della peregrinazione sincera.

Jack Kerouac. Sulla Strada (On the Road). Mondadori, 2012

Dean e Sal (trasfigurazioni letterarie di Neal Cassady e Jack Kerouac) si mettono in viaggio, animati da una infinita ansia di vita e di esperienza, sulle interminabili highways dell'America e del Messico. "Sulla strada" ne registra le tappe, le rivelazioni, gli incontri, regalandoci una storia di grande autenticità artistica ed esistenziale. Romanzo dell'amicizia e delle difficoltà dell'amore, della ricerca di sé, del desiderio di appartenenza e dell'impossibilità di rinunciare al desiderio e al bisogno di rivolta, narrazione dell'ansia di un andare senza fine che cancelli l'ombra della noia e quella più grande e cupa della morte, "Sulla strada" da corpo a tutti i grandi miti dell'America. Ma è anche il romanzo della coscienza dell'oscurità, del silenzio insuperabile, dell'impossibilità della comunicazione, del ritorno ossessivo a cui ogni partire sembra ricondurre. Un'opera che, nei suoi valori compositivi, rivela una solidità di impianto dissimulata dai ritmi tesi e coinvolgenti della prosa di uno dei grandi padri della Beat Generation.

Jack London. La strada, Diari di un vagabondo. LIT - Libri in Tasca, 2010

Mentre gli Stati Uniti della rivoluzione industriale e del nascente imperialismo costruivano l'immagine patinata e vincente del "sogno americano", uno scrittore dava voce agli angoli più bui del nuovo continente, mettendo nero su bianco, accanto alla vita dei barboni, dei disoccupati e dei diseredati, le contraddizioni di un sistema in cui il benessere di pochi veniva pagato con la povertà di molti. È in questo modo che, tra il 1906 e il 1907, Jack London scrive "La strada": nove capitoli di una saga a cui il padre di capolavori come "Zanna Bianca" e 2Martin Eden" dava il nome di "vagabonlandia". Fedele al pensiero di un autore dallo spirito ribelle e dalla biografia a dir poco avventurosa, "La strada" non è soltanto il libro che anticipa di mezzo secolo "On the Road" di Kerouac e che, con il passare del tempo, alimenterà la poetica di scrittori come Steinbeck e Orwell, ma, nella versione curata da Davide Sapienza, fornisce le coordinate di un percorso artistico ed esistenziale ancora poco conosciuto. Per completare la "vagabonlandia" di London, infatti, questa edizione raccoglie l'inedito "Il diario del vagabondo" che, insieme ai racconti "Come sono diventato socialista", "Il vagabondo" e "Principessa", rappresenta il tributo di un grande viaggiatore all'arte di (soprav)vivere alla giornata.

John Steinbeck. Viaggio con Charley: per le strade d'America: un uomo, un cane, una roulotte. Firenze: La Nuova Italia, 1979

È il 1960; Steinbeck, scrittore, sessantenne, scrittore mito della sua generazione, decide di ripercorrere un itinerario già seguito trent'anni prima. Parte lungo la Strada 66, a bordo della roulotte 'Ronzinante' e in compagnia del barboncino Charley. E ci lascia un ironico e disilluso ritratto di questa nuova America: dei suoi tipi caratteristici e dei suoi paesaggi sconfinati, dei suoi vizi e delle sue virtù. Un grande libro che è anche il testamento spirituale di Steinbeck.

Jules Verne. Il giro del mondo in 80 giorni. Giunti Editore, 2010

Un classico straniero della narrativa per i ragazzi, un testo di particolare qualità perché affidato, per la traduzione, a Libero Bigiaretti, scrittore di grande fama ed esperienza. Il giro del mondo in 80 giorni è uno dei più bei libri di Jules Verne e sicuramente il più diffuso e tradotto. Il romanzo è ricco di colpi di scena, imprevedibili tranelli, improvvisazioni geniali e soluzioni coraggiose. Il protagonista, il signor Phileas Fogg, non è mosso da altro scopo se non quello di dimostrare che l'impresa di compiere il giro del globo terrestre in meno di tre mesi, è probabile. Titolo originale: ''Le tour du monde en quatre-vingts jours''.

Lapierre Dominique. Un dollaro mille chilometri. Milano: il Saggiatore, 2003

La prima avventura di Dominique Lapierre raccontata tra le pagine del suo ultimo libro Un dollaro mille chilometri. È il 1949. Un'epoca senza aerei e telefono. Il giovane Dominique Lapierre, allora diciassettenne liceale parigino, accetta una scommessa impossibile: un viaggio di studio in un paese straniero con una modicissima somma. Il futuro autore parte alla volta del Messico. Inizia così quella che diventerà una delle sue più grandi esperienze di vita. New Orleans, Città del Messico, Acapulco, Guadalupe. Poi su verso Chicago fino a New York, in cerca del bagaglio smarrito, e infine a Montréal per il ritorno in Francia. Tre mesi e 14 giorni di viaggio. Trentamila chilometri on the road.

Luigi Rossi. L'anarchico delle due ruote: Luigi Masetti: il primo cicloviaggiatore italiano. Milano-Chicago e altre imprese di fine Ottocento. Ediciclo Ed., 2008 - 200 pagine

Un poeta del viaggio, un eroe del fango e della polvere, un ciclista che riuniva le folle al suo passaggio. L'anarchico delle due ruote, così il fondatore del Corriere della Sera definì Luigi Masetti, il primo cicloviaggiatore del quale si abbia memoria. Pioniere dei viaggi avventurosi e protagonista di grandi imprese, nel 1893 Masetti compie il viaggissimo Milano-Londra-Chicago-Londra-Milano in bicicletta. Il resoconto del viaggio viene pubblicato a puntate sulle pagine del Corriere della Sera e un suo lungo ritratto appare sulla rivista del Touring Club Italiano. Dal Polesine, dove nasce e trascorre la prima giovinezza, Masetti si trasferisce a Milano e da qui esplora il mondo di fine Ottocento dalla sella della bici. Attraversa Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania, Russia, Medio Oriente; incontra e conosce il presidente degli Stati Uniti e conversa amabilmente con Tolstoj. Di lui scompaiono tracce e testimonianze nei primi anni del Novecento. Questo libro restituisce la storia di questo affascinante personaggio.

Luisa Rossi. L'altra mappa : esploratrici viaggiatrici geografe. Reggio Emilia: Diabasis, 2011

È vero che "le donne non sanno leggere le carte" e che le loro attitudini territoriali sono molto meno sviluppate, per natura, di quelle degli uomini? Davvero rispetto a essi, come afferma un solido pregiudizio, le donne hanno un minore senso di orientamento? E, infine, perché le donne sono rimaste, fino a tempi recentissimi, al di fuori delle istituzioni geografiche? La storia della geografia risulta essere fino ad oggi una "storia senza donne". Eppure dagli interstizi di una storia della geografia, della cartografia e del territorio scritte al maschile emerge, con Luisa Rossi, un quadro diverso, un'altra mappa del mondo. "Altra", perché i risultati delle ricerche mettono in luce una partecipazione femminile assai più ampia di quella conosciuta. "Altra", in quanto, anche per il sapere territoriale, vale la teoria del posizionamento, su cui si fonda l'analisi di genere. Dopo un'ampia introduzione teorica, il libro affronta una galleria di casi significativi della partecipazione delle donne al viaggio, alla scoperta e alla rappresentazione del mondo (sia in spazi esotici che vicini), concludendosi alle soglie del secolo scorso, con il primo, ma non timido, ingresso di una geografa nell'Università.

Matteo Pennacchi. Il grande sogno: il giro del mondo senza un soldo in tasca. Casale Monferrato: Piemme, 1999

Una corsa contro il tempo, una scommessa con se stesso e via, sulla strada, con mezzi di fortuna, a bordo di camion, treni e navi, attraverso i continenti, da Mosca a Pechino, da Pechino a Seul, dalla Corea in America e di nuovo in Italia. Cosa non ci si inventa per riuscire a sopravvivere quando si è giovani e si insegue un sogno... e sono i giochi di prestigio sulla Transiberiana in cambio di qualcosa da mangiare, i container pieni di frutta e verdura da bagnare in cambio di un passaggio in nave, gli amici che uno fa lungo il cammino, disposti a offrire ospitalità. Il racconto di Matteo Pennacchi, spontaneo, divertente, scanzonato, è la storia di un'avventura che molti di noi vorrebbero vivere.

Michel Onfray. Filosofia del viaggio: poetica della geografia. Milano : Ponte alle Grazie, 2010

Nell'era di Internet, delle comunicazioni rapide, del turismo low cost, della più veloce tecnologia audio e video, quando il mondo, tutto il mondo, sembra a una manciata di minuti da noi, pronto a essere guardato, toccato e mangiato; in mezzo alla folla, armata di fotocamere per catturare nient'altro che uno scatto di cartoline già viste, calzata con scarpe comode per camminare lì dove non può non aver camminato, e pesante di souvenir riportati a casa come trofei, giunge, inaspettata, una domanda. Esiste ancora il viaggio? E che cos'è il viaggio, chi è il viaggiatore? Ci ricordiamo da dove viene la voglia di aprire un atlante, l'eccitazione di puntare il dito su una qualunque regione del globo, la voce straniera che ci ingiunge di andare? Michel Onfray è qui con questo piccolo libro per aiutarci ad aprire nuovamente gli occhi e guardare alla scoperta, per mostrarci come sia possibile, senza aver programmato il come e il perché, chiudere uno zaino, girare la chiave nella toppa e voltare le spalle alla porta di casa per lasciare spazio ai sensi ritrovati che, soli, liberi da guide e manuali, ci condurranno a scoprire i colori dell'altrove e gli odori dell'ignoto.

Nicolas Vanier. L’odissea bianca: l’avventura di un uomo e dei suoi cani nel Grande Nord canadese. Rizzoli, 2000 - 306 pagine

Il 13 dicembre 1998, Nicolas Vanier è partito da Skagway, sull'Oceano Pacifico, con l'intento di raggiungere in meno di cento giorni Québec, sull'Oceano Atlantico, a bordo di una slitta trainata dai suoi cani, attraverso l'inverno canadese. Con i suoi cani Vanier ha affrontato accecanti tempeste di neve, ha dormito stretto a loro per vincere le temperature polari della notte, ha rischiato di perderli e li ha miracolosamente ritrovati. Grazie ai suoi cani, al suo coraggio e alla solidarietà degli abitanti delle foreste e dei villaggi attraversati, Vanier è riuscito a portare a termine la sua impresa in 99 giorni, 11 ore e 57 minuti. Un'avventura mozzafiato per tutti gli amanti degli sport estremi e della natura incontaminata.

Orvar Löfgren. Storia delle vacanze. Milano : B. Mondadori, 2001

Quando si parla di vacanze, alcuni le intendono come un'opportunità per "vedere il mondo", altri come un'occasione per "evadere da tutto". Sono queste le due fondamentali filosofie di viaggio illustrate da Orvar Lofgren nella sua esplorazione dei "luoghi dell'altrove" nello scenario della storia umana. L'autore inizia il suo viaggio culturale soffermandosi sulle esperienze di alcuni pionieri del settore nel XVIII secolo per passare poi in rassegna il mondo occidentale delle vacanze e mostrare come due secoli di storia del turismo abbiano influenzato il nostro modo di vivere le ferie.

Paolo Brovelli. Sulle ali di un Ape, Da Lisbona a Pechino in 212 giorni. Milano: Corbaccio, 2007

Nel 1998, nell'ambito delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell'Ape Piaggio, Paolo Brovelli e Giorgio Martino (architetto, fotografo, viaggiatore estremo) hanno progettato l'EurAsia Expedition: un itinerario di esplorazione e ricerca attraverso il continente eurasiatico. A bordo di due Ape TM703, appositamente allestite dalla Piaggio, sono partiti da Lisbona il 30 Aprile per arrivare a Pechino il 28 Novembre, dopo aver percorso 25.000 chilometri in 200 giorni, attraversando 20 Paesi ad una media di 120/130 chilometri al giorno. Mossi esclusivamente dalla grande passione per la scoperta, per il contatto con popoli diversi, dallo spirito d'avventura, hanno toccato - tra strade impervie, dissestate o semplici piste e niente più alcune delle regioni più remote e sconosciute (ma quanto mai affascinanti) della Terra. Dall'altopiano anatolico a quello tibetano; dai deserti del Turkmenistan alla pianura del Gange; dagli antichi centri carovanieri dell'Asia centrale alle città della Cina classica; dal Karakorum all'Himalaya. Paesaggi diversissimi, scenari etnici e politico-sociali agli antipodi, cercando di superare la distanza - fisica, ma soprattutto mentale - tra Oriente e Occidente, di ritrovare quel contatto tra le due civiltà che sembra sempre più destinato a perdersi.

Paul Theroux. L’ultimo treno della Patagonia. Milano: Baldini & Castoldi, 2005

Un treno vecchio e cigolante ha portato Paul Theroux ai confini del mondo, nell'ultimo tratto di un lungo viaggio iniziato mesi prima a Boston una fredda mattina d'inverno e proseguito a zig zag lungo tutto il continente americano. Una serie di treni dai nomi esotici ha accompagnato lo scrittore attraverso Messico, Guatemala, Colombia, Ecuador, gli altopiani andini del Perù e la pampa argentina; panorami meravigliosi e, soprattutto, popoli diversi, distanti, eccentrici e a volte pericolosi e incomprensibili se approcciati secondo schemi occidentali e poco flessibili. Insieme a loro, tra di loro, turisti e viaggiatori persi tra un mare di volti.

Peter Moore. La strada sbagliata: da Londra a Sydney per la via più lunga. Milano: Feltrinelli Traveller, 2003

L'autore, appassionato nostalgico della libertà degli hippy e amante dei viaggi - ma anche a corto di denaro - decide di compiere un'impresa davvero avventurosa: tornare da Londra nella natia Sydney viaggiando attraverso l'Europa, il Medio Oriente e l'Asia con un budget piuttosto limitato e senza mai "prendere il volo". Romanzo on the road con immancabile sottofondo musicale, "La strada sbagliata" offre al lettore uno sguardo curioso su mondi e realtà molto diversi fra loro, regalando pagine di evasione e di libertà.

Riccardo Caserini. Mollo tutto e parto!: ... ma prima o poi ritorno! Milano: Vallardi, 2010

Come, quando e perché è possibile staccare la spina per un po'.

Salvatore Tropea. Ritratti americani: viaggio attraverso gli U.S.A. Torino: E.D.T., 1992

Stato per stato un resoconto di viaggio che inizia nel periodo di Nixon e finisce in quello di Bush: vent'anni di America delle strade e della gente che le popola; la sua storia recente, i suoi umori e le sue debolezze.

Sandra Segato. Nella terra degli orsi: in bicicletta tra Canada e Alaska. Portogruaro: Ediciclo, 2007

Un viaggio a pedali nel Grande Nord, tra grizzly e indiani d’America. Un’avventura, un viaggio interiore in una natura selvaggia e spettacolare. Oltre 1600 emozionanti chilometri in bicicletta superando varie volte i confini tra il Canada e l’Alaska, seguendo la strada che si inerpica tra le vette, con la vista che spazia su pendii boscosi e si apre su panorami spettacolari oltre le catene montuose: un paesaggio primordiale e selvaggio. Sandra si muove sul suo cavallo a due ruote che la conduce in un’appassionante esplorazione del Grande Nord, terra degli indiani d’America e dei grizzly. La strada nelle gambe, negli occhi, nella testa e nell’anima. Sulla pelle i segni del sole, le tracce degli insetti. Pedala sotto cieli tersi, incontra viaggiatori solitari, bambine che saltano la corda tra i totem e vecchi indiani ancora aggrappati ai loro luoghi e alla loro storia. La sua scrittura trasmette le immagini e gli intensi incontri del viaggio come una tela impressionista, evocativa e simbolica, regalando momenti di sublime poesia e avvincente narrazione.

Santo Cilauro, Tom Gleisner, Rob Sitch. Molvania: una terra mai raggiunta dai dentisti. Milano: Rizzoli, 2004

Una guida meticolosa, completa di cartine, fotografie, schede di hotel e ristoranti e glossario essenziale, che qualunque turista diretto all'aeroporto di Lutenblag dovrebbe portare con sé. Bestseller e fenomeno di culto in Australia e in Gran Bretagna, Molvania fa incontrare una comicità alla Monty Python con il modello delle formidabili e ben note Lonely Planet.

Sergio Ramazzotti. Vado verso il Capo. Milano: Feltrinelli, 1999

Una traversata dell'Africa, attraversando il Sahara senza fuoristrada, affrontando le salite di fango rosso e scivoloso nel cuore della giungla su una bicicletta arrugginita, usando ogni genere di mezzo - camion, treni, merci, taxi, furgoni, traghetti, barchini - o andando a piedi e senza soldi per corrompere le autorità.

Ted Simon. I viaggi di Jupiter: il giro del mondo in motocicletta. Roma: Elliot, 2010

Partito il 6 ottobre 1973 in sella a una Triumph Tiger 100 con un motore da 500 cc, Ted Simon ha viaggiato per quattro anni in solitaria, attraverso quarantacinque paesi, da un capo all'altro del pianeta. Ha superato deserti, montagne, oceani, giungle, oltrepassando incolume la guerra tra Egitto e Israele, la rivoluzione in Mozambico e in Perù, il fuoco dei cecchini afghani e le carceri brasiliane. È caduto e si è rialzato centinaia di volte grazie alla forza del suo spirito e all'incontro con uomini straordinari. Sulla strada, in compagnia di una sottile miscela di suoni - ottanta esplosioni al secondo, cuscinetti a sfera che ruotano, pompe dell'olio vibranti, una frenesia di metallo - si è abbandonato all'ignoto, convinto che per conoscere il mondo, allora come oggi, non basta navigare, né volare, ma bisogna restare a terra, sentirlo sotto le dita dei piedi, annusarlo e inghiottire i moscerini: solo così il mondo diventa immenso. Ritornato in Europa nel 1977, ha raccolto le sue esperienze in questo libro conquistando il cuore di ogni viaggiatore. I viaggi di Jupiter è la testimonianza di un uomo che ha avuto il coraggio di abbandonarsi al richiamo dell'avventura, sperimentando la fragilità della vita e al tempo stesso la sua infinita bellezza.

Tim Moore. Adagio su due ruote: un dilettante al Tour de France. Milano: Touring Club Italiano, 2006

Il racconto spiritoso e divertente del viaggio non programmato che l’autore si prefigge di fare al seguito del giro di Francia.

Tito Barbini. Le nuvole chiedono permesso: dalla Patagonia all’Alaska cento giorni a piedi e in corriera. Firenze: Polistampa, 2007

Dalla Patagonia all'Alaska, a piedi, in treno o in corriera. Cento giorni zaino in spalla e in compagnia di se stesso, portandosi dietro il bagaglio leggero di tante domande. Un viaggio inatteso, perché inattesa è anche la figura del viaggiatore: uomo di istituzioni, politico di lunga esperienza, nell'immenso continente americano Tito Barbini cerca una nuova leggerezza e nuove ragioni. Un libro che è allo stesso tempo diario di viaggio e reportage, riflessione politica e indagine esistenziale. E l'America delle madri di Plaza de Mayo, dei minatori boliviani, delle tante etnie indios, l'America che si sta aprendo a un'imprevista speranza di riscatto e giustizia, sa essere molto generosa: di emozioni, stimoli, idee, per un ritorno a casa che sia anche una nuova stagione di impegno.

William Least Heat Moon. Nikawa: diario di bordo di una navigazione attraverso l’America. Torino: Einaudi, 2002

La più classica avventura americana, il coast to coast, nel più inedito dei modi: per via d'acqua, in una vera e propria traversata del continente.

William Least Heat Moon. Strade blu: un viaggio dentro l'America. Torino: Einaudi, 1988

Un classico della letteratura on the road. Un viaggio indimenticabile nel cuore dell'America.

 

 

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